La separazione dei coniugi: assegnazione della casa familiare

LA SEPARAZIONE DEI CONIUGI.

ASSEGNAZIONE DELLA CASA FAMILIARE.

 

E’ l’art 337 sexies cc di recente formulazione (anche se il suo contenuto corrisponde di fatto al previdente art. 155 quater c.c.), a regolare la materia dell’assegnazione della casa familiare in caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili (se contratto in chiesa), nullità e annullabilità del matrimonio, nonché nell’ambito dei procedimenti relativi ai figli naturali.

Necessario fare un distinguo tra separazione consensuale e separazione giudiziale.

 

SEPARAZIONE CONSENSUALE

In questo caso sono le stesse parti a decidere i criteri e le modalità di assegnazione, avendo l’unico limite di non ledere gli interessi di eventuali figli minori.

Solitamente i coniugi scelgono di seguire quanto dettato in tema di scioglimento del matrimonio (divorzio) dall’art.6 comma 6 L 898/70 il quale prevede che la casa venga assegnata assieme ai mobili che la corredano, al coniuge convivente con i figli minori.

I coniugi potrebbero anche decidere per il trasferimento della proprietà della casa all’uno o all’altro: solitamente questo avviene quale attribuzione una tantum in favore del coniuge economicamente più debole che in tal caso rinuncerebbe all’assegno mensile.

La casa familiare potrebbe poi essere oggetto di costituzione di diritto di abitazione o di usufrutto.

Interessante sapere che il trasferimento della casa, l’impegno a trasferirla o la costituzione di un diritto reale su di essa, qualora inseriti nel verbale di udienza, godono di una disciplina fiscale assai agevolata rispetto a quella ordinaria.

 

SEPARAZIONE GIUDIZIALE

L’assegnazione della casa familiare è un’attribuzione di un diritto personale di godimento su un bene altrui. E’, quindi, una limitazione al diritto di proprietà che trova giustificazione nel perseguimento degli interessi dei figli minorenni o maggiorenni non autosufficienti ove la mancanza di autosufficienza non sia dovuta a colpa.

In nessun caso il giudice potrà disporre l’assegnazione della casa familiare in sostituzione dell’assegno di mantenimento o per riequilibrare una situazione di disparità economica tra i due coniugi.

Il giudice assegnerà la casa al coniuge che convivrà con la prole, purché questa risieda stabilmente nella casa familiare. Non potrà quindi assegnare la casa in quelle situazioni in cui i figli per ragioni di studio risiedano stabilmente in altra città e facciano ritorno a casa solo sporadicamente, in quanto in tali casi si configurerebbe un mero rapporto di ospitalità.

Molto frequentemente accade che siano i genitori dell’uno o dell’altro coniuge a concedere in comodato la casa alla coppia di coniugi. In questo caso, la giurisprudenza ritiene che così facendo, implicitamente si imprima al comodato un vincolo di destinazione ai bisogni della famiglia, ragione per la quale,  continuerebbe in capo al coniuge convivente con la prole.  Di fatto, quindi, questo vincolo di destinazione, finisce per individuarne la durata: cessa (solo) con il venir meno delle necessità familiare.

Nel caso il comodante non sia un familiare, allora, nel caso di contratto di comodato a tempo indeterminato (se fosse a tempo determinato cesserebbe allo spirare del termine), il comodatario dovrà rilasciare l’immobile non appena il comodante glie lo richieda.

 

REGIME DELLE SPESE

 

Le spese relative alla casa coniugale hanno diversi regimi a seconda che ad essere assegnata sia una casa di proprietà esclusiva, comune, in comodato o in locazione.

Nel caso di casa in proprietà esclusiva che viene assegnata al coniuge non proprietario, allora normalmente, in capo a quest’ultimo graveranno le spese condominiali nonché le utenze. In alcuni casi di particolare disparità economica, il giudice potrà prevedere che rimangano a carico del coniuge estromesso. Spese straordinarie a carico del proprietario (medesimo regime in caso di comodato e locazione).

Nel caso di casa in comproprietà, il regime delle spese condominiali ordinarie e delle utenze rimane invariato rispetto a quello di cui sopra, salvo che le spese straordinarie saranno di competenza di entrambi in ragione della propria quota.

 

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